San Casciano in Val di Pesa

L’ultimo saluto a Suor Fernanda

“Era una madre per tutti”

L’ultimo saluto a Suor Fernanda
Chianti fiorentino, 04 Settembre 2020 ore 10:26

«Oggi non è un giorno triste». Con queste parole suor Livia ha voluto salutare dal pulpito madre Fernanda, la badessa del monastero “L’Immacolata” Clarisse in viale San Francesco. Aveva un sorriso per chiunque e le sue mani stringevano forte quelle dei fedeli in segno di conforto e amore. La madre di tutti. E lo è stata davvero senza dover usare frasi di circostanza. Erano un po’ tutti figli suoi, lei che nonostante fosse una suora di clausura aveva quel senso di apertura e voglia di relazionarsi con la comunità. Dopo una lunga malattia, suor Fernanda è scomparsa sabato scorso. Martedì mattina i funerali in Propositura con una folla di persone a renderle omaggio a quella piccola donna dal fare gentile e sorriso dolce. A celebrare la Messa padre Livio, che ha ripercorso ripercorso la vita disuor Fernanda. Nata nel maggio del 1950 a Cosenza. Ha compiuto gli studi di Lettere e nel 1978, a soli 28 anni scelse di entrare in monastero. Prima a Volterra, poi a San Casciano in condominio con i Frati Minori. Un monastero quello delle Clarisse che è sempre stato un luogo di incontro per tutti. Perché, come ha detto padre Livio, durante l’omelia, suor Fernanda era «una clarissa che faceva la meditazione ai vescovi e ci ha abituato alla semplicità». Era la madre di tutti, ha ribadito invece suor Livia, che ha evidenziato il tanto amore dimostrato dai fedeli. «Senza questo amore ci saremmo sentite perse. Un piccolissimo gregge, fragilissimo gregge di pecorelle senza un pastore. Tutte le persone qui presente sono la testimonianza dell’amore di madre Fernanda». Infine i rigranziamenti, da don Massimiliano fino al sindaco e al coro. È proprio a questi ultimi che si è rivolta, ricordando che alcuni di loro la badessa li ha visti crescere. «La madre è stata veramente una madre per ciascuno di voi e voi ci siete», ha detto. Un ricordo commosso arriva anche da Elisabbetta. «Ho avuto la fortuna di conoscere MadreSuor Maria Fernanda nel 1993 quando le tradussi un libro su Santa Chiara d’Assisi scritto in tedesco. Nacque così la nostra amicizia che di estese poi anche alle altre sorelle Clarisse. Restai particolarmente colpita dalla sua forte sensibilità e ricchezza d’animo unite ad una grande cultura.Ella sapeva ascoltarti ed offrirti la sua comprensione per qualsiasi problema.  Con lei si poteva parlare di tutto e la vita claustrale non rappresentava certo un impedimento come molti erroneamente pensano. In questi anni è stata per me e,credo per tanti, un punto di riferimento importante ed irrinunciabile.  Avere avuto il privilegio di conoscerla da vicino è l’unica consolazione in questo momento di dolore. Un’anima davvero speciale».

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