Poggibonsi

La sala scommesse si farà, la svolta del tribunale

Il Comune ne aveva ordinato la chiusura ma il Tar dà ragione al proprietario

La sala scommesse si farà, la svolta del tribunale
Altro Chianti fiorentino, 15 Maggio 2021 ore 09:30

Come accade in molte città italiane, la questione delle sale scommesse e delle famose slot machine apre una discussione sul distanziometro. Il distanziometro è ormai una delle misure restrittive che ogni giorno è al centro di innumerevoli dibattiti a causa di idee contrastanti. Da una parte troviamo quelli che lo considerano come uno strumento efficace contro il gioco d’azzardo patologico, dall'altra quelli che sostengono che ghettizzare i luoghi di gioco può portare solo ad una ricomparsa del gioco illegale. Questa disputa è sbarcata anche in città. Il riferimento specifico è alla costruzione di una sala scommesse e le procedure amministrative per la realizzazione. È notizia recente che il Tribunale amministrativo Regionale per la Toscana, sezione terza, ha accolto, tramite sentenza, il ricorso presentato contro il Comune da parte di una sala scommesse in cui si chiedeva l’annullamento dell’ordinanza con la quale il Comune chiedeva «la demolizione delle opere realizzate, accertate dalla Polizia municipale, riportando l’unità immobiliare al suo stato legittimo, indicato nella Cila in premessa come “stato autorizzato” entro 90 giorni dalla notifica della presente ordinanza da eseguirsi a loro cura e spese con la conseguente rimozione e smaltimento di tutti i materiali di risulta».
Il Comune aveva ordinato l’immediata sospensione dei lavori «poiché è stata accertata l’esecuzione di opere in violazione dell’art. 135 della L.R. 65/2014 ed in contrasto con gli articoli 30 e 57 del Piano Operativo, fatto salvo ed impregiudicato sin d’ora ogni altro provvedimento che possa rendere necessario nel rispetto delle vigenti disposizioni di legge».
Una vicenda iniziata nel 2018 e che sembra essersi conclusa, il condizionale è d’obbligo, in questa settimana con la decisione del Tar e quindi con il conseguente ripristino delle prospettive per la sala scommesse. Il blocco era del maggio del 2020 per norme di attuazione del piano operativo comunale. La tematica viene spesso dibattuta, perché non esiste una definizione comune. Al di là del fatto che ognuno può avere la sua idea anche in merito alla localizzazione urbanistica, su questo argomento così caldo e dibattuto, le amministrazioni comunali continuano ad applicare ogni giorno leggi che le diverse Regioni hanno stabilito apportando molteplici variazioni al tema. Uno dei temi più sentito è proprio quello delle distanze da rispettare, secondo quanto stabilito dalla legge, vanno dai 300 ai 1000 metri ed i luoghi ritenuti sensibili possono variare a seconda delle Regioni o dei Comuni, ma la confusione regna sovrana nel comparto del gioco d’azzardo e le decisioni del Governo rendono praticamente impossibile l'applicazione uniforme di strumenti per contrastare la ludopatia. Nel panorama nazionale al tempo in cui era vice premier Di Mario annunciò addirittura di voler inserire il distanziometro nella legislazione nazionale. La maggiore piattaforma per il gioco pubblico in Italia – Jamma – in riferimento alla situazione accaduta in città ha sancito che il caso potrà fare giurisprudenza perché il Tar toscano ha determinato che «i luoghi sensibili non possono coincidere con intere aree del territorio comunale». La popolazione nel merito si divide tra chi è conscio del problema della ludopatia e chi invece crede che anche le sale scommesse debbano essere considerate a tutti gli effetti una normale attività economica. Potrebbero sembrare a volte delle regole urbanistiche di «lana caprina», in realtà non è una situazione di poco conto perché si rientra in forti rischi. Uno tra questi è sicuramente quello di creare il cosiddetto effetto «espulsivo», con un conseguente proibizionismo – la storia insegna il caso americano riferito all’alcool – che può solo nuocere a tutto il comparto del gioco d’azzardo che, fino a prova contraria, è un settore legale regolamentato dallo Stato e dal quale lo Stato ottiene ricavi in termini economici ai quali sarebbe difficile rinunciare. Molti creano un parallelismo con il tabacco, che nonostante sia nocivo per la salute di ogni individuo lo Stato lo tassa e ne trae un guadagno. Esistono anche posizioni di esperti che testimoniano quanto possa essere dannoso avere un centro scommesse in pieno centro o delle slot machine nei tabaccai delle piazze principali della città. Ad oggi il fatto certo è che ogni giorno nei tribunali di tutta Italia ci si trova davanti a procedimenti relativi al gioco. È anche il caso della città che ha visto un procedimento che è durato quasi tre anni, tra norme, prese di posizione dei poggibonsesi e ricorsi al Tar. Per quello che riguarda questa specifica situazione sembrerebbe che la storia sia chiusa definitivamente, ma potrebbe ripresentarsi domani con il solito profilo.