La storia per “Io compro Toscano”

La Cantina Sociale, prima tra i produttori di Chianti

Quarant’anni di attività a livelli d’eccellenza, il presidente Ritano Baragli: «Cura delle viti, passione e attenzione ad ambiente e consumatore»

La Cantina Sociale, prima tra i produttori di Chianti
Val d'Elsa, 25 Maggio 2020 ore 14:01

Continua la nostra iniziativa “Io compro toscano” sui settimanali Chiantisette, Valdelsasette, Bisenziosette e Giornale di Pistoia per incentivare l’acquisto dei prodotti delle nostra terra e aiutare le aziende in questo periodo.
Ci sono luoghi dove il vino e l’olio sono di casa, dove da sempre hanno rappresentato l’asse portante dell’economia e dell’agricoltura.

Tra questi c’è la valle bagnata dal fiume Virginio, a Montespertoli, dove la Cantina Sociale Colli Fiorentini ha la sua sede e il suo centro produttivo di viti-olivicoltura. Oggi è il primo produttore di Chianti al mondo con oltre 8.000.000 kg. di uve che vengono vinificate seguendo metodi tradizionali con le più avanzate tecnologie.

«Produciamo vini legati al territorio – ha raccontato Ritano Baragli, presidente del Consiglio di amministrazione della Cantina Sociale Colli Fiorentini – Il punto di forza è l’impegno col quale ci prendiamo cura delle nostre viti. La particolarità è l’unione di un’elevata qualità ad un prezzo accessibile a tutti. Per avere un prodotto d’eccellenza bisogna essere dotati di tecnologie moderne per trasformare il vino nel migliore dei modi. Inoltre la Cantina Sociale è la prima cooperativa toscana per energia elettrica prodotta. Oltre il 60% di ciò che consumiamo è fornito da un impianto fotovoltaico che consente utilizzare energia pulita. Abbiamo a cuore il nostro ambiente».

La Cooperativa nasce nel 1972 e nel 1988 acquisisce la Cantina Sociale Colline d’ Elsa di Gambassi Terme e nel 1993 il frantoio cooperativo Colli Fiorentini di Montespertoli.

Dopo quaranta anni oltre 850 aziende, in prevalenza ubicate nelle zone di produzione del Chianti Docg, del Chianti Classico Docg, del Toscano Igt e dell’ Olio Igp Toscano, conferiscono i propri raccolti ai siti produttivi della Cooperativa.

Così, la Cantina vinifica uve autoctone e internazionali quali sangiovese, canaiolo, colorino, ciliegiolo, malvasia, merlot, cabernet, chardonnay e molte altre che i soci coltivano nei propri vigneti.

E, ad oggi, si contano circa 1500 ettari.

«La produzione per la prossima stagione si preannuncia buona perché a l’andamento meteorologico sembra positivo – ha commentato Baragli a proposito della situazione attuale – Il vero problema è la crisi che colpisce il settore. Con il lockdown si è bloccato il mercato e anche la ripartenza darà i frutti dopo un po’ di tempo. Per noi ci sarà una riduzione dei clienti da rifornire e, se nei punti vendita delle città abbiamo mantenuto o leggermente migliorato le vendite, registriamo un crollo delle vendite nei paesi come Gambassi e Montespertoli, quasi del 50%. Anche l’export e il calo dei prezzi sono preoccupanti.

Adesso come non mai è importante comprare toscano – ha concluso – È fondamentale dare valore al nostro territorio e alle nostre produzioni che sono sane, di qualità e attente ai gusti del consumatore. I nostri vini, come tanti del Chianti, devono essere senza difetti e contaminazioni dando piacere al consumatore finale. Mantenere le tradizioni ma avvicinandoci a ciò che piace ai clienti».

Infine, particolare importanza per la Cantina riveste la produzione dell’ olio extra-vergine, conferito dai soci e proveniente dalla trasformazione delle olive presso il frantoio della cooperativa che ogni anno produce oltre 300.000 chilogrammi. Grandi numeri per una grande azienda toscana.

In edicola trovate altre due storie, altre due imprese d’eccellenza dalle quali poter #compraretoscano.

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