Io compro toscano

Il furgone dei “Tuscany Brothers”, l’unico che produce cibi pastorizzati

Il racconto di Luca e Andrea Cai, fondatori dell'attività

Il furgone dei “Tuscany Brothers”, l’unico che produce cibi pastorizzati
Val d'Elsa, 16 Maggio 2020 ore 12:45

Ci sono degli odori e dei sapori che non si possono spiegare. Chi vive la Toscana ogni giorno è abituato, soprattutto, a mangiare in un certo modo. Tradizioni secolari, piatti deliziosi e quel sano orgoglio che ci fa dire ogni volta «sì, in cucina siamo meglio noi». Lo sanno bene i «Tuscany Brothers», Luca e Andrea Cai, che dal 2016 con la loro attività cercano di aiutare le aziende toscane nel loro processo produttivo. Sono l’unica impresa in Italia a possedere un furgone-laboratorio autorizzato dalla Ausl per fare prodotti pastorizzati con la possibilità di venderli sul mercato, e il loro obiettivo è chiaro.

«Cerchiamo di aiutare le piccole aziende toscane in cui si coltiva frutta e verdura che hanno un eccesso di produzione – ha raccontato Luca Cai – Può succedere che quando il mercato è saturo il venditore non sappia dove piazzare il prodotto e spesso viene buttato via. Il nostro progetto punta a non avere sprechi in azienda, dando l’opportunità di conservare gli alimenti in barattolo per venderli durante l’anno. Produciamo salse, ragù, peposo, e tutto il repertorio della nostra Toscana.

Il furgone ci permette di andare direttamente in azienda – ha continuato Luca – È un notevole risparmio di costi di spedizione dell’eventuale lavorato e ci guadagna in salubrità il prodotto, che ad esempio nella stagione estiva rischia di rovinarsi. Appena arriviamo, di prima mattina, ci forniscono la verdura e la frutta appena raccolta e iniziamo il processo. Le cassette vengono lavate, lavorate (alcune in vaso cottura), “imbarattolate”, pastorizzate ed etichettate. Abbiamo un pentolone da 200 litri, usato per cuocere e tramite una pompa riempiamo le confezioni. Con la stampante creiamo e applichiamo l’etichetta aziendale sulla confezione con tutti gli ingredienti, il marchio e la scadenza. Solitamente in una giornata riusciamo a finire e riconsegnare i barattoli».

Ma oltre alla produzione per le aziende Tuscany Brothers è anche maestro nel cucinare il cibo tipico del territorio fiorentino. Ha una produzione propria di piatti come trippa, lampredotto, ribollita e chi più ne ha più ne metta. Tutti i barattoli sono conservati con cura nel magazzino di Chiesanuova, presentati alle manifestazioni e disponibili in conto vendita ad enoteche e gastronomie della zona.

«I cibi in barattolo potrebbero essere il futuro – ha dichiarato Luca –  Molte imprese, come nella zona di Venturina, stanno vendendo molto ai privati con le consegne a domicilio. Oltretutto hanno raddoppiato la richiesta perché adesso che verrà importata meno frutta e verdura dall’estero, è importante farsi trovare pronti con prodotti toscani pastorizzati in barattolo. Inoltre tutte le aziende toscane che hanno uno shop online devono avere solo prodotti toscani. Ed è funzionale anche durante i “Wine testing” nelle zone del Chianti quando il cliente spesso compra un vino insieme ad un barattolo con una nostra tipicità.

La cosa fondamentale però resta la qualità del prodotto – ha concluso Luca – Perciò pastorizziamo e non sterilizziamo. Significa lavorare a temperature più basse, ridurre il tempo di conservazione fuori frigo ad un anno ma il prodotto risulta superiore. Rimangono sapori, profumi e a livello organolettico si mantiene ogni qualità. Ci sono voluti quattro mesi per aver l’autorizzazione sanitaria ma volevamo ad ogni costo questo tipo di preparazione differente a ciò che si trova nei supermercati».

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