L'obiettivo

Il cristallo colligiano punta all'Unesco

Il prodotto tipico della città potrebbe diventare «Patrimonio Immateriale dell'Umanità». Un traguardo del tutto storico

Il cristallo colligiano punta all'Unesco
Altro Val d'Elsa, 04 Aprile 2021 ore 10:30

Il cristallo di Colle potrebbe diventare «Bene Immateriale» tutelato dall’UNESCO. Questa è l’importante novità che negli ultimi giorni ha presentato l’assessore alla cultura Cristiano Bianchi, commentando la recente apparizione della ColleVilca, una delle principali industrie cittadine che ancora oggi producono questo materiale, nel noto programma divulgativo «Linea Verde»: «Il cristallo è una caratteristica unica della città di Colle da più di un secolo. E’ una produzione che sarà promossa fortemente nei prossimi anni, anche attraverso programmi televisivi ogni volta che sarà possibile. Puntiamo però anche a qualcosa di più alto, grazie al lavoro della finalmente costituita Associazione dei produttori del cristallo colligiani. Il principale progetto che questa associazione inizierà a portare avanti fin da subito sarà la candidatura del cristallo di Colle a “Bene Immateriale” tutelato dall’UNESCO, una categoria che esiste dal 2007 e che va a tutelare il patrimonio culturale e storico legato al “saper fare” e alla sua trasmissione. Abbiamo verificato che Colle possiede le necessarie caratteristiche, come dimostra anche la candidatura delle “Perle di vetro” di Venezia, andata a buon fine lo scorso anno dopo un percorso iniziato nel 2017. Tra gli operatori c’è stato consenso nell’intraprendere questa avventura, che partirà ufficialmente nella prossima data disponibile per la consegna delle nuove candidature, cioè marzo 2022. Sarà un percorso lungo, ma crediamo che sia già un grande successo aver riunito tutti gli operatori colligiani a lavorare ad un progetto comune di così grande importanza».
La concessione dello status di «Bene Immateriale dell’UNESCO» rappresenterebbe un grande riconoscimento per la produzione colligiana del cristallo, divenuta nel corso dei decenni un vero e proprio simbolo per la città. Tra gli anni ’60 e ’90, in particolare, Colle di Val d’Elsa aveva raggiunto un ruolo dominante in Italia in questo campo, e primario in Europa, considerando che dalla città valdelsana proveniva ben il 97 % della produzione italiana e il 17 % di quella europea, combinando quantità e qualità, come dimostrano alcuni prodotti spettacolari realizzati dalle abili mani degli artigiani colligiani. Tra questi spicca, senza dubbio, l’ostensorio in cristallo donato a Papa Giovanni Paolo II durante la sua visita in città nel 1996. Con il tempo la crisi dell’industria e le modifiche ai materiali realizzati ha inevitabilmente ridotto di molto la quantità di oggetti in cristallo realizzati a Colle, oltre a determinare la chiusura di molte delle storiche fabbriche. Quelle superstiti, però, in parallelo con il lavoro degli artigiani rimasti, mantiene ancora vivo il nome di Colle come sinonimo di qualità, cosa della quale il riconoscimento della massima istituzione internazionale nel campo della cultura sarebbe un’ulteriore attestazione.