Poggibonsi

I sogni di Luigi Evangelista alla «Champions dei barbieri»

La storia del giovane ragazzo poggibonsese

I sogni di Luigi Evangelista alla «Champions dei barbieri»
Val d'Elsa, 03 Ottobre 2020 ore 15:55

Aggeggia», per usare le sue parole, con forbici e pettini da quando aveva 14 anni. Una passione di cui ne ha fatto un lavoro fino ad arrivare al »Champions Barber Cup». Lui è  Luigi Evangelista . La scorsa domenica ha partecipato a Roma alla gara internazionale durante la quale si misurato in diverse specialità. Il suo percorso inizia da Poggibonsi per arrivare ad un palcoscenico nazionale, riservato esclusivamente ai barbieri.

Luigi ha trent’anni, ma è già titolare del negozio «Fuori di Testa Hair Stylist and Barber Shop». Si era già parlato di lui in occasione della sua iniziativa per ringraziare gli operatori sanitari del loro impegno in questi mesi così difficili. Per tutto il mese di giugno ha offerto gratuitamente, nel suo negozio, un taglio di barba e capelli.

I barbieri che hanno partecipato domenica alla gara nazionale sono stati più di 1.000, provenienti non solo dall’Italia, ma anche dall’estero per quella che viene chiamata la Champions Barber Cup.

La manifestazione non ha esclusivamente il carattere dimostrativo, quanto la volontà di restituire valore e passione ad un lavoro che troppo spesso viene dimenticato. Il taglio dei capelli e la rasatura della barba, in realtà sono un rito al quale nessuno può sottrarsi. È per questo che vengono svolti i campionati sia nazionali che internazionali.

Abbiamo intervistato Luigi Evangelista, che ci ha raccontato non solo la sua storia, ma anche le emozioni e sensazioni provate durante la gara. Una bella soddisfazione di cui le sensazioni sono ancora nitide.

Cosa ha significato questa gara?

«Il lavoro del barbiere è la mia passione. Si potrebbe dire che, forse, è anche di più. E’ anche il mio stile di vita. Per quello che mi riguarda, mi sento un barbiere con la “B” maiuscola. Avevo in mente un taglio ben preciso fin dall’inizio e così ho voluto portarlo in gara. Ho ricevuto tanti consigli e tanti complimenti, sia per il mio modo di approcciarmi all’arte del taglio, ma anche per il taglio stesso che ho deciso di proporre durante la gara. Purtroppo non mi sono classificato tra i primi tre, ma sono contento lo stesso, anche se la fatica è stata tanta. Soprattutto c’è stata tanta ansia e pressione. I giudici sono stati molto esigenti. Sinceramente, posso affermare che gli stessi giudici hanno avuto anche la capacità di darmi una motivazione in più, per crescere. Certamente, però, non posso sbilanciarmi in pronostici, ma i progetti che ho in mente sono ancora tanti».

Com’è iniziata la Sua passione?

«E’ iniziato tutto alla tenera età di quattordici anni. In quel periodo ho deciso fermamente di iniziare un percorso, intraprendere una strada. Di fatto a quattordici anni ho fatto una scelta. Quella di ricercare il modo per formarmi in questo campo. Di conseguenza il primo passo che ho fatto è stato quello di iscrivermi ad un una scuola per parrucchieri. Già da piccolo ero incuriosito dai capelli, da tutto ciò che circondava il mondo della barberia. Come viene detto in toscano aggeggiavo con capelli, pettini e forbici, già da piccolissimo. Mi sono reso conto che non poteva essere solo un gioco, ma era necessaria un’istruzione. Dopo i tre anni di Accademia e quindi di studi specifici, mi sono diplomato come parrucchiere e così ho iniziato a collaborare con stage in un negozio unisex. È stato proprio in quel periodo che la mia passione è aumentata. In particolar modo in quel momento sono riuscito a comprendere che la mia strada, era quella dei tagli uomo».

Perché ha deciso di fare il barbiere?

«Per me in realtà è uno stile di vita. Mi sveglio la mattina e penso al mio lavoro. Mi addormento e penso al mio lavoro. Questo lo faccio sempre con il sorriso sulla faccia».

Quali sono i motivi di maggiore realizzazione nel Suo lavoro?

«Le soddisfazioni quotidiane consistono sostanzialmente nel riuscire ad accontentare i miei clienti».

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