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Dubbi sul SentierElsa: che cosa fare?

Posizioni molto distanti: dalla necessità di conservare l’ambiente alle tante e forti potenzialità turistiche

Dubbi sul SentierElsa: che cosa fare?
Altro Val d'Elsa, 23 Febbraio 2022 ore 17:35

Cosa fare con il SentierElsa? Con l’inverno che ormai è giunto a metà del suo percorso e la prospettiva della primavera che inizia ad intravedersi all’orizzonte, torna inevitabilmente all’ordine del giorno il modo nel quale dovrà essere utilizzato, nel corso della prossima stagione estiva, il Parco Fluviale dell’Elsa, l’area naturale situata lungo il percorso urbano dell’omonimo fiume. La scorsa estate, come già avvenuto nelle precedenti, l’area è stata letteralmente presa d’assalto, non soltanto dai colligiani, ma anche da numerosissimi turisti provenienti da fuori città. Il flusso lungo il SentierElsa ha visto un incremento esponenziale nel corso degli ultimi anni, portando le presenze, in alcune giornate, addirittura a numeri di quattro cifre. Inevitabili le conseguenze per tutta la zona, a livello di traffico, di parcheggi ingolfati e, purtroppo, anche di sporcizia e spazzatura accumulata sia all’interno che all’esterno del percorso. L’Amministrazione comunale colligiana è intervenuta nel tentativo di migliorare la situazione, approvando un nuovo regolamento del Parco e incrementando la sorveglianza e le pulizie, coadiuvata anche dall’azione costante dei volontari, ma è facile prevedere che molte situazioni torneranno a presentarsi anche nel 2022.
Una consapevolezza che porta i colligiani a chiedere che venga presa una decisione definitiva su quello che dovrà essere il futuro del Parco Fluviale e del SentierElsa, perché solo una scelta netta renderà possibile intraprendere le iniziative necessarie: è necessario scegliere se trattare l’area intorno al fiume di Colle solo come un tesoro naturalistico da proteggere e preservare, oppure anche come un’opportunità di sviluppo turistico. Due opzioni che possono coesistere soltanto in parte: «La scelta di puntare tutto sul lato naturale del Parco – ha spiegato un abitante di Querciolaia – significherebbe contingentare gli ingressi, chiudendo una parte degli accessi e permettendo il passaggio attraverso gli altri solo ad un numero limitato di persone alla volta. Inoltre, dovrebbe essere vietata la sosta prolungata lungo le sponde e la balneazione. Il percorso, insomma, dovrebbe essere limitato alle sole passeggiate naturalistiche. Questo ridurrebbe senza dubbio il caos, soprattutto nella zona di San Marziale, dove per gran parte dell’estate è impossibile anche solo parcheggiare. Inoltre, eliminerebbe il problema della spazzatura abbandonata nel parco, ed eviterebbe il disturbo agli animali, salvaguardando un’area naturale unica». Una posizione condivisa da molti colligiani, anche se non da tutti. Non mancano, infatti, coloro che ritengono assolutamente compatibile l’attenzione per il lato naturale del parco e lo sfruttamento delle sue potenzialità economiche: «Basta con il turismo selvaggio – ha spiegato un esercente della zona – e benvenuto al turismo regolamentato. Basterebbero pochi interventi per rendere le migliaia di turisti che ogni estate affollano il parco una risorsa economica per la città, proteggendo allo stesso tempo la natura. Per esempio: perché non piazzare, sopra la cascata del Diborrato, un’area ristoro con bar, ma anche cestini dell’immondizia e bagni chimici? Il gestore sarebbe tenuto a gestire la pulizia della zona, e questo non solo darebbe ai frequentatori del SentierElsa un luogo dove fare i propri bisogni, ma anche per gettare l’immondizia, senza dover contare solo sul senso civico della gente e sull’irrealistica regola di portare indietro alle auto i sacchi della spazzatura, considerando che dall’anno scorso sono anche stati eliminati i cassonetti limitrofi all’ingresso di San Marziale, il più usato tra quelli del parco».

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