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Montespertoli

Dal libro misterioso alla storia di una famiglia

È un quaderno dei conti dei coloni, dal 1764 al 1890. Sulle pagine, debiti, crediti e tutto ciò che riguardava il raccolto o gli allevamenti

Dal libro misterioso alla storia di una famiglia
Altro Chianti fiorentino, 04 Aprile 2021 ore 14:00

Un diario custodito con cura da quarant’anni in un cassetto, quasi segreto, nella casa di Raffaele Giannettoni. È saltato fuori per caso, rovistando in cerca di vecchie foto di famiglia, preso e riaperto dopo tanto tempo con la curiosità di saperne di più di questo quaderno misterioso.
Così Raffaele pubblica il prezioso oggetto di famiglia sul gruppo Facebook «Sei di Montespertoli se…» e in suo aiuto arriva Andrea Pestelli, grande conoscitore del borgo e ricercatore da una vita delle terre del Chianti e della Valdelsa.
Si tratta di un libro dei conti dei coloni che inizia dal 1764 e termina nel 1890. Sulle pagine, le famiglie che lavoravano le terre dei signori, appuntavano debiti, crediti e tutto ciò che riguardava il raccolto o gli allevamenti. Ma non solo. È anche traccia di passaggi di generazione, di trasferimenti da un podere all’altro, testimonianza diretta della vita dell’epoca. Colpisce la scrittura e la calligrafia, pulita e precisa, quasi impensabile per una famiglia contadina di un quarto di millennio fa.


«Sono veramente entusiasta di questo libro – ha raccontato Raffaele Giannettoni – Ero consapevole che fosse in un cassetto e mi ricordo che alle elementari lo portavo a scuola a far vedere ai maestri. Dopo che l’ho condiviso con Andrea Pestelli, lui è riuscito a ricostruire tutto l’albero genealogico della mia famiglia Nencioni e Giannettoni, incrociando le informazioni del diario con le sue profonde conoscenze».
«La storia della famiglia Nencioni, discendente da Roberto di Lorenzo, è quella tipica di tante famiglie contadine della campagna toscana, sempre in movimento da un podere all’altro e da una fattoria all’altra, nella continua ricerca di terreni migliori, di “padroni” più umani e di ambienti non troppo disagiati – ha spiegato Andrea Pestelli – Il libretto colonico conservato da Arrigo Nencioni, figlio di Egisto ultimo “capoccia” di famiglia, insieme con i dati ricavabili dai registri parrocchiali di S.Lorenzo a Montegufoni, ci permettono di ricostruire i movimenti della famiglia Nencioni dal 1764 al 1950, sempre all’interno del Comune di Montespertoli.
Nel 1764 Roberto di Lorenzo Nencioni abitava nel popolo di S.Jacopo a Voltiggiano, dove lavorava a mezzadria il podere detto Baragatti, appartenente alla fattoria del castello di Oliveto del marchese Pucci. La zona è quella alla confluenza del borro di Tresanti nel torrente Pesciola, con terreni argillosi, adatti solo per il grano e per l’allevamento, tanto che la stalla aveva sempre una buona dotazione di bestiame. Ad esempio nel 1764 avevano 2 buoi, 2 giovenchi, 2 somari, 1 troia con 4 porcellini, 23 pecore e 4 agnelli.
Alla morte di Roberto, nel 1785 circa – ha proseguito Pestelli – la conduzione del podere passò al nipote Antonio, che vi rimase fino al 1799, ma poi iniziò a peregrinare da un podere all’altro in cerca di una sistemazione migliore. Nell’arco dei primi trent’anni dell’Ottocento vediamo Antonio Nencioni e la moglie Caterina spostarsi, prima nel 1806 nel podere Mulino della contessa Acciaioli a Montegufoni, poi in quello di Tizzauli di Luigi Ventisette nel 1810 nel popolo di Morzano ed infine a Castiglioni nel 1818 nel podere Paterno del marchese Frescobaldi».
Nel 1831-32 Antonio decise di spostarsi di nuovo, portandosi a Montegufoni nel podere Sotto il Castello, dove la famiglia Nencioni trovò una sistemazione talmente apprezzabile da rimanerci per circa centoventi anni.
Antonio e Caterina avevano avuto tre figli maschi che inizialmente rimasero tutti nel podere, tanto che nel 1838 la famiglia era composta da dodici persone, Francesco e Angelo, con rispettive mogli e figli, ed Andrea, rimasto scapolo.
Naturalmente questo podere non poteva garantire il sostentamento di tutti, così a metà ottocento vi rimase solo Angelo e poi suo figlio Luigi ed infine il figlio di questi, Antonio.
«Antonio sposò Giovanna Piccini, che gli diede cinque figli, tre maschi Egisto, Luigi e Gino e due femmine Maria e Gina – ha sottolineato Andrea Pestelli – Come tante famiglie contadine anche i Nencioni pagarono il loro tributo di sangue nella Prima Guerra Mondiale: Luigi morì nel 1915 in un ospedale da campo vicino a Caporetto. I due fratelli Egisto e Gino rimasero ancora nel podere Sotto il Castello, fin quando nel 1950 decisero, che era giunto il momento di lasciare il podere e la vita contadina. La famiglia di Egisto si trasferì in Baccaiano, mentre quella di Gino si stabilì in un appartamento del castello.
La lunga permanenza dei Nencioni nel podere Sotto il Castello di quasi 120 anni – ha concluso Pestelli – dimostra che la famiglia seppe sempre apprezzarlo, non tanto per la produttività dei terreni, in vero non certo eccezionale, e neppure per l’esposizione “a bacio” della casa colonica, quanto invece per la sua posizione lungo la strada Volterrana, in vicinanza della chiesa ed in prossimità del castello, dove trentaquattro famiglie di pigionali garantivano una “vivacità” diversa dal solito. La continua presenza dei Nencioni nei registri della Compagnia dell’Immacolata Concezione e la partecipazione di Egisto e Gino come clarinettisti nella Filarmonica di Montegufoni sono un segno inequivocabile di questo loro attaccamento al luogo. I discendenti di Egisto e Gino risiedono ancora nel Comune. Alessandro Nencioni, già vice-sindaco in passato, è oggi il presidente della locale casa di riposo. Raffaele Giannettoni è da venticinque anni un operatore turistico dell’Eclisse Viaggi a Empoli».

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