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Castelfiorentino

Come si fotografano le stelle nel cielo

Ogni immagine di galassia o nebulosa richiede decine e decine di scatti per ore e giorni di ripresa con apparecchi speciali

Come si fotografano le stelle nel cielo
Altro Chianti fiorentino, 18 Luglio 2021 ore 10:00

È il fotografo delle stelle. Non parliamo di vip da copertina ma di astri e corpi celesti che, grazie al lavoro di Samuele Gasperini, riusciamo ad ammirare da vicino nelle foto pubblicate dalle più importanti riviste di astronomia. Anche la Nasa, l’agenzia spaziale americana, attinge alla professionalità di appassionati come lui per ottenere immagini bidimensionali che richiedono, in realtà, un lungo impegno profuso nel tempo e nello spazio. Samuele ha quarantaquattro anni ed è direttore di banca. Appassionato di astronomia fin dalla quinta elementare,si è avvicinato al gruppo Astrofili di Firenze grazie all’incontro con l’insegnante Francesco Pedani. «Fu lui a consigliarmi di scegliere la mia strada lasciando l’astronomia al campo della passione - ha raccontato Samuele - e ancora oggi, per come viene praticata in Italia, credo che sia la scelta giusta». L’interesse per l’astrofotografia nasce invece dallo stupore per il ritrovamento degli astri nel cielo. Non è un modo di dire e lo potrebbe confermare chiunque, dopo aver vissuto a lungo in una grande città sottesa a un cielo monocorde da inquinamento luminoso arrivi nella campagna toscana e si ritrovi a guardare in alto. È quello che è successo a Samuele, che dopo dieci anni di lavoro a Roma ha riscoperto a casa, a Castelfiorentino, il piacere di osservare il firmamento. Da lì al desiderio di fissare in immagini quello che vedeva il passo è stato breve. Fotografare un corpo celeste, tuttavia, non è semplice né, soprattutto, istantaneo. La foto astronomica di una nebulosa o di una galassia è in realtà la sovrapposizione di decine di scatti registrati in un lungo arco di tempo: ogni scatto dura dai dieci ai quindici minuti per ore e giorni di ripresa con speciali apparecchi Ccd che hanno un telescopio come obiettivo e sono capaci di raffreddare il sensore per eliminare al massimo il rumore di fondo. Le decine e decine di immagini raccolte vengono poi elaborate e «messe insieme» con appositi software astronomici. «Per i pianeti il discorso è diverso - ha spiegato l’astrofotografo - i frame da comporre vengono scelti tra i migliaia estrapolati da riprese che sono veri e propri filmati video». Samuele effettua le riprese dal giardino della propria casa ma grazie a un software di programmazione riesce a risparmiarsi le notti in bianco anche se, ha spiegato, avere la possibilità di presiedere all’operazione consentirebbe senz’altro di acquisire una maggior quantità di dettagli. «La prima cosa di cui tener conto – ha sottolineato Samuele - quando ci si avvicina all’astrofotografia è che il cielo è mobile e per questo, al posto del classico cavalletto, utilizziamo delle montature equatoriali che sorreggono i telescopi. Tramite computer e motori inseguiamo le stelle nel loro movimento apparente per non farle venire mosse. Prima del Covid c’era un progetto per allestire una mostra delle mie foto proprio a Castelfiorentino: adesso spero che potremo riprenderlo».