Colle di Val d’Elsa

Campolungo, pericoli e problematiche

Tra barriere architettoniche e strettoie pericolose, gli abitanti chiedono interventi e aumenti di controlli nella zona

Campolungo, pericoli e problematiche
Chianti senese, 07 Settembre 2020 ore 18:36

Negli ultimi decenni il quartiere di Campolungo si è sempre più trasformato in uno dei cuori pulsanti di Colle, anche per la concentrazione di attività e servizi che insistono al suo interno: tre strutture scolastiche con ben otto differenti indirizzi, due supermercati, la sede della ASL, una casa di riposo, due palestre, senza dimenticare numerose attività commerciali più piccole e le abitazioni. Una lista ineguagliata da tutti gli altri quartieri cittadini, incluso il centro. Inevitabilmente, questo non può non avere dei forti riflessi sulla viabilità, che non è «cresciuta» allo stesso ritmo, considerando anche che su Viale dei Mille, la strada principale che attraversa Campolungo, confluisce la maggior parte del traffico in movimento tra il centro di Colle e Gracciano, la principale tra le frazioni cittadine, nonché molta di quella diretta verso Siena.

Inevitabilmente, sono molti i problemi e i pericoli segnalati da chi vive e lavora nella zona, a partire dalla eccessiva velocità tenuta dalle auto, non soltanto sulla strada principale, ma anche su quelle secondarie, in particolare lungo la stretta via parallela che costeggia Viale dei Mille davanti alle scuole, dove hanno sede, tra le altre cose, una tabaccheria-cartoleria ed un bar molto frequentato dagli studenti: «Le auto sfrecciano ad una velocità assurda per una strada così stretta – hanno dichiarato – creando spesso grossi pericoli per i ragazzi che attraversano. Sono stati messi dei dossi, ma la gente si limita a rallentare per superarli, ricominciando subito dopo a premere sull’acceleratore. Sarebbe il caso di aumentare i controlli, senza aspettare che accada qualcosa di grave».

Sotto accusa sono messi anche gli attraversamenti pedonali, molto utilizzati non soltanto dagli studenti, ma anche dai clienti delle varie attività: «C’è poca illuminazione nelle ore notturne, e considerando che molti automobilisti sembrano aver scambiato Viale dei Mille per un’autostrada, il pericolo diventa molto elevato per chi vuole attraversare». Di fronte alle scuole, inoltre, il marciapiede sopraelevato pone un differente problema agli studenti disabili: «Per chi deve utilizzare una sedia a rotelle è praticamente impossibile scendere e attraversare la strada, a meno di essere trasportato a braccia. Serve un serio intervento di abbattimento delle barriere architettoniche». Un problema, quello delle barriere architettoniche, condiviso da altre zone della città, ma che qui diventa particolarmente evidente per la presenza degli istituti scolastici: «Per attraversare la strada, una persona in sedia a rotelle senza aiuti dovrebbe fare diverse decine di metri, oppure arrendersi e fare a meno delle strisce pedonali. Due opzioni poco apprezzabili». Problemi simili anche davanti ai due supermercati, dove, oltre a non esistere attraversamenti illuminati, non è presente neanche un vero e proprio marciapiede.

Non è però soltanto viale dei Mille a presentare problemi: per gli abitanti di Campolungo, uno dei maggiori pericoli per chi vive o anche solo attraversa il quartiere è rappresentato da via di Casabassa, più nota come «discesa della Zeus», dall’omonima officina meccanica che vi ha sede. La strada, che collega Campolungo all’Agrestone, presenta da sempre diverse criticità, acuite negli ultimi anni dalle pessime condizioni del fondo stradale, a cominciare dalla strettoia nella parte più alta: per passare dalla strada alla rotatoria situata all’inizio dell’Agrestone, infatti, le auto devono attraversare un tratto dove la larghezza della strada si riduce nettamente, al punto da rendere molto difficile lo scambio tra due auto di dimensioni superiori a quella di una utilitaria, con tutti i pericoli immaginabili, e che rendono l’utilizzo da parte di eventuali pedoni un vero sport estremo, soprattutto nelle ore notturne: «Ci si trova davanti – raccontano gli automobilisti – a due curve ad esse praticamente cieche e molto strette, pressoché ogni giorno si rischiano scontri frontali. Con la strada bagnata, poi, percorrere la strettoia diventa un terno al lotto».

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