Poggibonsi

A settembre tutti a scuola, insufficiente però l’organico

Oltre 3500 gli studenti nell’anno scolastico che si è chiuso a giugno

A settembre tutti a scuola, insufficiente però l’organico
Chianti senese, 27 Luglio 2020 ore 14:30

Tutti a scuola a settembre. Vedremo. Intanto sono settimane frenetiche. Entro il 16 luglio le scuole hanno dovuto compilare tutta una serie di moduli per spiegare l’organizzazione degli spazi in vista di settembre. In contemporanea c’è il tema dei trasporti che sta diventando caldissimo. Ed è invece già scottante il tema precari. Qui come altrove. E parlando con i dirigenti scopriamo che c’è un problema organici a prescindere dai precari. Perché c’è da capire quanti insegnanti in più arriveranno, come verranno sostituiti i docenti malati e alle cure di chi saranno affidate quelle classi.

Un rebus su cui però ci sono dei punti fermi. «L’obiettivo prioritario è quello di riportare tutti gli studenti in classe senza dover ricorrere ai turni o altri dispositivi». Susanna Salvadori, assessore alla Scuola lo va ripetendo da qualche settimana. A settembre scopriremo se sarà effettivamente così. Intanto, sappiamo da tabelle del Ministero dell’Istruzione che a Poggibonsi nell’anno scolastico 2019-2020 c’erano iscritti 3531 studenti, suddivisi in 17 plessi diversi con 162 classi e una media di 21,8 alunni per classe e una disponibilità di 225 classi aule ordinarie. Numeri non banali.

Mentre infuria la tempesta sui precari e i sindacati da più parti tuonano per chiedere interventi e organici, cerchiamo di capire come è possibile tornare in classe. E quanti insegnanti potranno mancare. «Con le nuove indicazioni sul distanziamento del Piano Scuola tornare in classe è plausibile rispetto alle dimensioni delle aule e al numero di studenti». Nero su bianco il Piano Scuola parla della distanza di un metro tra i ragazzi dalla “rima buccale”, in sostanza un metro dalla bocca. «Abbiamo fatto una analisi degli spazi e siamo nelle condizioni di accogliere gli studenti in presenza con riadattamento arredi», così Gabriele Marini, preside del Roncalli. Ci saranno da fare degli aggiustamenti. «Un riadattamento orario per favorire differimento e ingressi alternativi. Va rivisito l’accesso al bar e l’intervallo per evitare assembramenti. Dovremo fare i passaggi con famiglie, organi collegiali e studenti. Ci sarà bisogno di fare formazione. E ci vuole responsabilità».

Anche nei comprensivi 1 e 2 si torna a scuola, ovunque. Sono stati chiesti al Comune banchi monoposto e componibili adattabili a spazi  diversi per un totale di 130 mila euro. «Alle medie Marmocchi si potranno fare anche gruppi per l’uso delle aule speciali, alleggerendo alcune classi, se ci daranno organico. Non ne serve molto. Comunque saremo tutti a scuola», fa notare Manuela Becattelli, dirigente Ic1. Altra scuola sottol’occhio del ciclone, le medie Leonardo Da Vinci dove ci sono lavori. E’ Salvadori a rassicurare. «I lavori vanno avanti, ma i tempi sono posticipati. Abbiamo in più di un’occasione ribadito la disponibilità della parte tecnica e nostra per individuare soluzioni utilizzando spazi in altri plessi del comprensivo 2 o in altre strutture del territorio». Quindi anche qui, a leggere tra le righe, tutti a scuola.

Per quanto riguarda i precari sono circa il 20% dei docenti. Considerando che in Valdelsa sono circa 900 gli insegnanti, non è poco. Un fenomeno che colpisce e interessa anche gli Ata per le stesse percentuali. E qui ne contiamo in tutto circa 150. Nei comprensivi il tema dei precari colpisce meno. Ma serve organico. E’ determinata Manuela Becattelli. «Serve organico per sorveglianza, serve organico Ata per fare pulizie,organico per sostituire le assenze per malattia considerando che le classi non si potranno unire – dice – Alle medie non si può prendere un supplente prima di 13 giorni di malattia. All’infanzia e alla primaria si può prendere dopo un giorno, ma non si trovano».

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