Il cassiere reintegrato non torna

Siena, il cassiere Fabio Giomi rinuncia al lavoro alla Pam dopo il licenziamento

Ha scelto di ricevere un'indennità sostitutiva di 15 mensilità per chiudere il rapporto con l'azienda.

Siena, il cassiere Fabio Giomi rinuncia al lavoro alla Pam dopo il licenziamento

Fabio Giomi, il cassiere senese che era stato licenziato a causa del test del carrello e successivamente reintegrato da un giudice, ha deciso di non riprendere il suo posto di lavoro presso il supermercato Pam. La sua scelta di chiudere il rapporto con l’azienda è definitiva.

Indennità economica

Il 62enne, originario di Poggibonsi, ha optato per l’indennità sostitutiva prevista dall’articolo 18, che consiste in 15 mensilità per la cessazione del rapporto di lavoro. Questa decisione è stata presa dopo essere stato vittima di un licenziamento considerato discriminatorio dalla giustizia civile.

Poca solidarietà

“Anche la mia famiglia mi ha sconsigliato di riprendere il mio posto per evitare tensioni”, ha dichiarato Giomi a La Nazione. Si è poi rivolto ai colleghi, affermando: “Non so fino a che punto abbiano compreso che ciò che è accaduto non riguardava solo me”.

Le posizioni dei sindacati

Il segretario della Filcams Cgil senese, Mariano Di Gioia, ha commentato la decisione di Giomi, sottolineando che essa è il risultato di due mesi di alta tensione mediatica e personale, che hanno influito negativamente sul suo benessere psicologico. Giomi ha percepito che il clima lavorativo non era favorevole e ha preferito accettare l’indennità risarcitoria.

La sentenza di fine anno

Dopo la sentenza del 29 dicembre che ha dichiarato il licenziamento illegittimo e discriminatorio, Giomi è stato richiamato al lavoro il 31 dicembre, ma ha scelto di rifiutare l’offerta, anche per il timore di un ambiente ostile sul posto di lavoro.