Si chiama grid reverse flow ed è un innovativo sistema per la produzione di biometano. Situato ad Asciano, nel cuore delle crete senesi, questo impianto rappresenta il primo esempio in Italia di rete di distribuzione bidirezionale, capace di immettere biometano dalla rete locale a quella nazionale.
Installato presso la cabina REMI “Arbia”, l’impianto sfrutta rifiuti organici per produrre gas a chilometro zero, con la possibilità di immetterlo nella rete nazionale grazie a Centria, società di distribuzione della multiutility.
Vantaggi della rete bidirezionale
La rete bidirezionale supera i limiti della configurazione tradizionale, dove il gas fluisce solo dalla rete di trasporto alle utenze. Questo sistema permette di recuperare il biometano prodotto localmente, in particolare dall’impianto delle Cortine, gestito da Sienambiente. Il biometano viene compresso e reimmesso nella rete nazionale anche nei periodi di bassa domanda, ottimizzando così la gestione del gas prodotto e contribuendo alla riduzione delle emissioni di CO₂, aumentando al contempo la quota di energia rinnovabile nel sistema gas nazionale.
Un progetto innovativo
Il collegamento con l’impianto Sienambiente, che trasforma i rifiuti organici in biometano, evidenzia come il contributo dei cittadini possa generare energia rinnovabile, creando una filiera che integra innovazione, economia circolare e responsabilità ambientale. Il sistema è frutto del progetto sperimentale TWIST, realizzato da Centria con il supporto di ARERA, che finanzierà l’iniziativa con circa un milione di euro.
“L’entrata in esercizio del primo impianto di grid reverse flow per biometano in Italia è un risultato significativo”, ha dichiarato Francesco Macrì, presidente di Estra. “Questo traguardo si inserisce nel nostro percorso di transizione energetica sostenibile, garantendo forniture costanti di gas da fonti rinnovabili e valorizzando le infrastrutture esistenti. È un esempio concreto della capacità di Estra di generare valore per i territori e le comunità in cui opera”.
“Il pieno avvio operativo dell’impianto conferma la solidità del nostro percorso di ricerca e sperimentazione”, hanno affermato Roberto Rappuoli e Riccardo Matteini, presidente e Ad di Centria. “Siamo orgogliosi di aver realizzato un progetto che unisce innovazione tecnologica e visione ambientale, grazie anche al sostegno di ARERA, e che contribuirà tangibilmente alla trasformazione del sistema energetico nazionale”.
“Il biodigestore è un impianto strategico per la transizione ecologica e l’economia circolare”, ha sottolineato Tiziano Scarpelli, presidente di Sienambiente. “In oltre un anno di attività, valorizzando i rifiuti organici delle raccolte differenziate nella provincia di Siena, abbiamo prodotto metano sufficiente per soddisfare il fabbisogno di 4.200 cittadini. Questi risultati sono fondamentali per alimentare la rete e l’impianto inaugurato oggi, fornendo una soluzione tecnologicamente avanzata in un contesto di gestione dei rifiuti orientata al recupero di risorse e al riciclo”.